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IL COMPRESSORE VOLUMETRICO: VANTAGGI E SVANTAGGI

October 31, 2018

Quando si sente parlare di sovralimentazione, alla maggior parte delle persone, viene in mente il caro e vecchio turbocompressore. Quella chiocciola installata all’uscita dei gas di scarico che, attraverso la velocità dei gas stessi, comprime l’aria nella parte “fredda” del compressore che poi, dopo essere stata raffreddata dall’intercooler, viene immessa in aspirazione contribuendo all’aumento della potenza e coppia del motore. Parlando di efficienza, il turbocompressore batte le altre sovralimentazioni utilizzate sul mercato. Quali sono? Beh quelle effettuate tramite compressore centrifugo o un compressore volumetrico.

 

Quando si parla di compressore volumetrico a me, personalmente, viene in mente la  Mini Cooper S Jhon Cooper Works GP del 2006.

 

 

Tornando a noi lo scopo è sempre lo stesso: comprimere l’aria aumentando la percentuale di ossigeno presente nella carica immessa in aspirazione. In questo articolo voglio parlare, nel dettaglio, della sovralimentazione effettuata tramite compressore volumetrico.

 

Il compressore volumetrico viene movimentato non dai gas di scarico ma da un collegamento meccanico al motore stesso. Già qui si può capire la perdita meccanica aggiuntiva che si ha sul motore dovendo, lui stesso, portarsi dietro attraverso una cinghia oppure attraverso collegamenti a ruote dentate, il compressore stesso.

 

 

Un vantaggio del compressore è la linearità della sovralimentazione che cresce proporzionalmente al crescere del numero dei giri motore . La spinta si comincia a far sentire anche a bassi regimi senza fenomeni di turbo-lag ed oltretutto il componente non è stressato termicamente come il turbo che deve sopportare le altissime temperature dei gas di scarico. Finora vantaggi ma la fregatura è dietro l’angolo. Come già detto, l’efficienza di questo componente è limitata perché la perdita meccanica, associata al suo funzionamento, cresce con l’aumentare dei giri motore…appunto. Sostanzialmente si ha una coperta corta che non è in grado di garantire il massimo rendimento durante tutto l’arco di funzionamento del componente. Questo comporta anche un aumento dei consumi di carburante: ecco perché, ultimamente, non si vedono più molte auto di nuova generazione con compressore volumetrico.

 

Goduria nella guida? Beh direi di si! A parte il caratteristico sibilo meccanico (riconoscibilissimo) la spinta, di un auto dotata di compressore volumetrico, è progressiva, senza strappi e molto gestibile dal punto di vista dell’erogazione della potenza. Si potrebbe tranquillamente affermare che un motore, pompato con questo tipo di sovralimentazione, sia un motore aspirato DOPATO per caratteristiche di funzionamento e di distribuzione della coppia e potenza.

 

 

Alcuni esempi di compressori volumetrici:

 

A Vite: il flusso d’aria viene compresso attraverso l’utilizzo di un sistema a vite che la fa scorrere e passare forzatamente , comprimendola.

 

 

 

A Lobi: l’aria viene compressa grazie all’utilizzo di due o tre lobi.

 

 

 

Volumex: variante di quello a lobi brevettato dall’Abarth ed utilizzato, ad esempio, nel motore della famosissima Lancia Delta S4.

 

 

 

A Palette: con girante posta in modo eccentrico (tipo classica pompa olio). Le palette vanno a comprimere l’aria alle estremità della girante

 

 

Ultimamente si stanno sempre di più diffondendo delle sovralimentazione 4.0 ovvero di ultima generazione. Se amate leggere le novità tecniche avrete sentito parlare di sovralimentazione tramite l’utilizzo di compressori elettrici. Ebbene si, qui siamo all’apoteosi dell’efficienza. Utilizzando un sistema di alimentazione a 48V si vanno ad alimentare alcuni componenti elettrici tra cui anche il compressore che, in questo modo, rimane totalmente sganciato, a livello di funzionamento, dagli altri sistemi tradizionale finora conosciuti. Attraverso l’utilizzo di un motore elettrico si va a raggiungere la sovralimentazione in un modo molto più furbo e mai visto prima oltrettutto eliminando fenomeni di turbo-lag e ritardo risposta. Provare per credere.

 

 Qui in alto quello montato sull'Audi SQ7 TDI.

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About Me.

La mia passione per i motori nasce fin da bambino quando mio padre mi faceva guidare le sue automobili tenendomi fra le sue gambe. Il rumore del motore, l’odore di olio, il grasso sulle mani, la velocità sono stati gli ingredienti della mia adolescenza trascorsa perlopiù nel mio garage dove ho imparato a decifrare, da solo,  il linguaggio della meccanica “truccando” motorini e spingendo al massimo le performance del mio kart. Alla fine è arrivata anche una laurea in ingegneria meccanica che mi ha permesso di intraprendere un percorso professionale ricoprendo, sino ad ora, svariate posizioni professionali di rilievo  all’interno di gruppi automobilistici di fama internazionale. Oggi, la passione è ancora di più un amore maturo e consolidato dall’esperienza che voglio condividere con tutti quelli che, come me, sono affascinati dal mondo dei motori e da tutto ciò che gli ruota attorno provando, costantemente, solo e soltanto grandi emozioni.…...............

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